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| Questa pagina vuole essere un tramite tra tutte le persone che vogliono parlare di disabilità. Quesiti, notizie o semplici pensieri possono essere inviati tramite e-mail. E' garantito l'anonimato se richiesto. |
sono fratello di un ragazzo autistico e sto cercando un centro di assistenza e riabilitazione dove possa restare anche il pomeriggio,e magari anche a dormire un giorno quando i miei genitori non avranno più la forza di assisterlo.mi piacerebbe un centro immerso nel vede dove possa avere tutti gli spazi di cui ha bisogno per giocare divertirsi ecc.Se conoscete un buon centro vi prego di segnalarmelo...grazie
Giuliano Napoli |
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Giuliano,
in realtà ha messo in evidenza due tipi di esigenze: la ricerca
di un centro diurno in questo caso l'ANFFAS a Salerno è
molto attrezzata e con una sede nuova; comunque l' ANFFAS
ha anche una sede a Napoli (Coop. Soc. Napoli Integrazione
a via toledo), ma non credo che risponda all'esigenza. A Eboli
poi c'è un centro super moderno "Sanatrix Nuova Elaion"
http://www.nuovoelaion.it/index.asp immerso nel verde con
piscina ed ippoterapia, questa struttura offre anche il servizio
di convitto a disabili di una certa età. Infine per quanto
riguarda la richiesta di una struttura che possa assistere suo
fratello in un futuro, abbiamo buone referenze per quanto
riguarda "residenza sanitaria villa Anna" a sessa Aurunca
http://www.rsavillaanna.it/. Assicurare un futuro tranquillo
e dignitoso a nostra figlia è un problema che ci siamo posti
anche noi. Perciò spero che questa sua richiesta possa avere
risposta da addetti al settore Carolina |
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.....e il disabile dove lo metto?
(sotto la lettera le risposte) ringraziamo tutti anticipatamente |
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| Secondo il Libro Bianco, testo presentato dal Ministero del Lavoro i disabili in Italia sono 2,2 i milioni; inoltre per quanto riguarda i minori prevalgono i disturbi psichici tra cui il 25,5% ritardo mentale e 20,8% malattie congenite.
La stragrande maggioranza vive in famiglia e la parte che vive in istituto è costituito prevalentemente da anziani non autosufficienti.
Da queste statistiche si deduce che la persona non autosufficiente dalla nascita passa tutta la sua vita o quasi accudita dai propri familiari.
Chiaramente in questa categoria intendiamo far rientrare essenzialmente individui con gravi ritardi psico-motori e comportamentali: autistici, cerebrolesi, malattie congenite e metaboliche che vanno a colpire la sfera cognitiva.
Seppur lontani dall’epoca in cui un figlio disabile era una “vergogna” da nascondere in casa siamo convinti che c’é ancora molto da fare per parlare di vera integrazione; a tal proposito vogliamo porre l’attenzione su dove incontriamo generalmente queste persone:
i disabili si vedono nei parchi o per le strade a fare lunghe passeggiate accompagnati da parenti o badanti, ma quanti di loro abbiamo visto nelle palestre, nei teatri nei ristoranti o ancora nei villaggi turistici? E semmai se ne incontra qualcuno, è tenuto in disparte, in angoli reconditi dei locali per far si che gli altri clienti “non vengano disturbati”.
Quando entriamo in un negozio o in un ristorante con Vittoria, veniamo subito notati, la gamma degli sguardi va dalla pietà al disagio ma la sensazione più frequente che abbiamo, e non siamo gli unici, è quella di offendere il pubblico pudore: come ci siamo permessi di portare una ragazzina che cammina goffamente, non parla ma emette gridolini, e per giunta sbava? |
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| Scriveteci le vostre esperienze, i vostri pensieri, dubbi, domande, etc ………. |
Che dire siete stati grandi e il vostro amore immenso ha salvato una vita altrimenti destinata all'oblio.
Noi non riusciamo nemmeno a immaginare una vita intelligente come lo è Vittoria, che io ho conosciuto da piccola,quanto potrebbe aver sofferto se sulla sua strada non avesse incontrato due genitori grandi come Nando e Carolina, e ( e i loro cani...)
La sua è stata una grande fortuna nella disgrazia e nella sua disabilità ha avuto fortuna, ma un incontro è un amore. E loro si amano.
Patrizia Roma |
...è un po' il gatto che morde la coda; io sono fisioterapista in un istituto per disabili e sono a contatto con i genitori dei miei pazienti, li vedo stanchi e a volte manca loro proprio la spinta per portarle in giro i figli in strutture sportive capaci di accogliere persone con problemi (ammesso che nelle vicinanze ce ne siano). Impegnarsi in attività ricreative dei propri figli soprattutto se disabili prevede un investimento in tempo, soldi e forze.....e non tutti godono di questi requisiti, per cui l'alternativa più rilassante e che mette tutti d'accordo è una sana passeggiata.
Giuliana Napoli |
Collega di Rossella Medaglia, insegno ancora insieme a lei...ho conosciuto Vittoria e per questo rivederla è stato un piacere.Complimenti per quello che avete fatto e che continuate a fare. Un abbraccio e un bacio a Vittoria e a per voi l'augurio che possiate cntinuare ad essere genitori straordinari.
Rosaria Salerno |
...a questo mondo, appena sei un po' diverso, già ti guardano storto ( mi succedeva con ...., la mia figlia cinese, figuriamoci con un disabile:::) E' la pura e semplice verità. La cosa è talmente pregnante, enorme, che , ora come ora, io che sono di "penna fluente" ho come un blocco creativo: non saprei come e cosa commentare, si rischia il patetico od il buonista; forse il solo modo è affrontare la realtà a muso duro...
Anna Torino |
...volevo rispondere Giuliana con cui condivido alcuni aspetti del problema. Ho un figlio autistico e non sapendo dove andare con lui il pomeriggio ho iniziato a frequentare una bocciofila; è stata dura all'inizio L. mio figlio era restio e capriccioso, ma dopo un anno ha trovato un ragazzo con cui giocare e fare delle vere proprie sfide. Ma pensate la cosa più grande : mio figlio ha un amico!
Antonio Napoli |
.... sapete che lavoro nella scuola e non posso fare a meno di notare e di giudicare purtroppo quello che succede ogni giorno. In molti casi mancano lo spazio e il tempo e voi sapete bene quanto siano entrambi necessari a Vittoria. Molto spesso i genitori, diversamente da voi, delegano completamente a noi ogni responsabilità, sicuramente perché non sanno o non possono fare altrimenti, e devo ammettere che per me è difficile affrontare situazioni per cui non mi sento sempre preparata, che richiederebbero non solo affetto e buon senso, ma professionalità.....
Enza Salerno |
Sono contenta che si parli della scuola poichè nostro figlio, spastico dalla nascita e non autosufficiente, doveva essere aiutato nell'andare in bagno o molto semplicemente per bere un bicchiere d'acqua. Il tutto è andato bene finché vi erano gli assistenti alla persona mandati dal comune, da quando, invece, questo compito è passato agli operatori scolastici alias i bidelli ci siamo trovati davanti a situazioni oscene. So che posso parlare anche a nome di Nando e Carolina che si sono trovati anche loro in questa situazione e per giunta con una bambina in crescita.... La legge prevede un corso di formazione da parte dei bidelli che sotto incentivi economici dovrebbero occuparsi dei nostri figli durante momenti intimi come andare in bagno....Purtroppo la nostra (ma non solo) esperienza è stata disastrosa, mio figlio era per questi versi accudito da persone incapaci non solo di capirle le sue esigenze ma anche di sorreggere un bicchiere con il risultato di farlo bagnare o addirittura affogare e vogliamo parlare di quello che dicevano quando doveva fare la "pipì".....? Tutto ciò a discapito di un lavoro ben fatto dal corpo docente che era sensibile e competente.
Antonella Nocera Inferiore. |
Devo dire che quella della scuola è veramente una nota dolente poichè abbiamo constatato che la qualità non è omogenea per cui affianco a professori eccezionali vi è un personale non docente, deputato alle esigenze personali di nostra figlia, incompetente e svogliato. Così durante il percorso didattico si sono alternati docenti bravissimi (vedi sito) con altri veramente inqualificabili.
Carolina |
....Ho seguito Vittoria per quattro anni ....Ancora oggi ricordo un simpatico(forse solo per me) episodio,di quando una mattina vidi arrivare Vittoria con un vistoso cerotto sulla fronte. Mi raccontaste che era caduta battendo la testa sul comodino nel tentativo di raggiungere degli oggetti su una mensola in alto,salendo sul letto. ..... Era un bel po’ che facevamo esercizi simili a scuola mettendo vari oggetti in alto sugli armadietti . Le avevo provate tutte mettendo in bella vista pastelli, giocattoli o caramelle: nulla sembrava attirare la sua attenzione al punto da usare sgabelli o sedie, per riuscire a prenderli. La sua ferita sulla fronte era il mio …. premio!
Rossella Salerno |
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